Il 29 ottobre 2024, a Clarion Alley, nel Mission District di San Francisco, la muralista Juana Alicia e la poeta Genny Lim, nona Poet Laureate della città, hanno installato un grande murale in solidarietà con il popolo di Gaza: Not in Our Name / No en nuestro nombre.
L’immagine è un esgrafiato, un disegno graffiato a mano su fondo nero. Un cerchio di madri piange un corpo avvolto nel sudario, sotto un cielo di fumo e pioggia. Ai loro piedi, tra le vesti, un bambino ci guarda. Sotto l’immagine, la poesia di Genny: un lamento, un’accusa e insieme una dichiarazione di esistenza. La storia chiude gli occhi, ma noi esisteremo. E ciò che vive nell’infamia non vive in nostro nome.
Da quel vicolo il manifesto ha cominciato a viaggiare. È stato affisso nei luoghi del Mission District, montato a Oakland, tradotto in spagnolo, arabo, cinese, ebraico, tedesco, swahili, vietnamita e maya yucateco. Le autrici hanno voluto che fosse libero: chiunque può scaricarlo, stamparlo e affiggerlo, per farlo arrivare dappertutto.
Genny Lim è un’amica di lunga data di Casa della poesia. Con il suo permesso e con quello di Juana Alicia, presentiamo la nostra traduzione italiana e il manifesto che ne abbiamo ricavato. Alleghiamo anche la lettura che Genny ha fatto in questi giorni a Casa della poesia. Lo condividiamo qui, nello spirito del dono che è quello di Potlatch: scaricatelo, stampatelo, appendetelo, fatelo girare.
Non in nostro nome
Ovunque a Gaza
La gente boccheggia, muore di fame
Perché non c’è nulla, nemmeno
Un pezzetto di pane nel
Deserto di rovine
Ovunque in Palestina
Madri e bambini muoiono di sete
Perché non c’è nulla, nemmeno
Una goccia di pioggia da strappare
Alla nuvola scura dell’oppressione
La durata di un giorno per un bambino che muore
È mille anni
Perché l’infanzia è sepolta
In un bianco sudario senza nome
Ciò che vive in Palestina non vive
Alla mercé degli uomini
Ma nel coraggio della resistenza
E qual è il suono del cuore che s’infrange?
È il suono del grido di una madre
E qual è il suono della devastazione?
È il vento che ulula tra gli ulivi
Sono madri in lacrime che piangono l’infanzia
Perduta all’ombra delle bombe
Perché?
La storia chiude gli occhi e non risponde
Il ladro ha messo al bando la verità
E tiene il mondo in ostaggio
Andiamo avanti, ciò che vive nella memoria
Vive nell’invitta speranza del ritorno
Ciò che vive nel cuore non vive
Nella forma o nella memoria, ma nell’eternità
Noi esisteremo
E ciò che vive nell’infamia
Non vive in nostro nome!
Not in Our Name
Everywhere in Gaza
People are gasping, dying of hunger
For there is nothing, not even
A tiny piece of bread in
The desert of ruins
Everywhere in Palestine
Mothers and children are dying of thirst
For there is nothing, not even
A drop of rain to eke from
The dark clouds of oppression
The length of a day to a dying child
is a thousand years
For childhood is buried
In a nameless white shroud
What lives in Palestine lives not
At the mercy of men
But in the courage of resistance
For what is the sound of the heart breaking?
It is the sound of a mother’s cry
For what is the sound of devastation?
It is the wind howling through the olive trees
It is weeping mothers mourning childhood
Lost in the shadow of bombs
Why?
History closes its eyes and does not answer
The thief has banned truth
And kept the world hostage
Keep going, what lives in memory
Lives in the unvanquished hope of return
What lives in the heart lives not
In form or memory, but in eternity
We will exist
And what lives in infamy
Lives not in our name!
Poesia: Genny Lim · Illustrazione: Juana Alicia · Traduzione: Raffaella Marzano
Foto di copertina: Andi Wong (CC BY-NC-ND 4.0).

Il manifesto è disponibile in formato 70×100 e 50×70 per la stampa, e in versione per i social. Chi desidera i file può scriverci a direzione@casadellapoesia.org.


Commenti recenti